Ecco un tema tanto attuale quanto discusso… quasi come quello, spinosissimo, della scelta tra un pavimento in legno e una sua riproduzione in gres, laminato o pvc.
È possibile rinnovare gli ambienti della nostra casa per renderli più affini al nostro gusto e alle nostre esigenze, ma senza intervenire con lavori invasivi, e senza spendere un capitale?
Assolutamente sì!
In questo articolo vedremo come fare, partendo da uno degli spazi forse più impegnativi da sistemare: vediamo come cambiare il nostro bagno in poche, semplici ed economiche mosse.

Quando si tratta di rifare completamente o cambiare un bagno il tema può essere trattato a vari livelli.
Spesso si tratta di un intervento di ristrutturazione completa, con la rimozione di sanitari, pavimenti e rivestimenti, e la sostituzione delle tubazioni di adduzione e scarico dell’impianto idrico-sanitario.
Questo è il caso più “classico” per noi architetti, spesso concede anche la possibilità di ristudiare la distribuzione dei sanitari per un utilizzo dello spazio più consono alle esigenze del cliente.
Un intervento di questo tipo comporta una progettazione architettonica e impiantistica, pratiche edilizie ed eventuali detrazioni fiscali, la scelta e approvvigionamento dei materiali con il cliente, e la direzione dei lavori in cantiere.
Il nostro pane quotidiano, insomma.

Molto spesso però l’esigenza non è quella di rifare completamente un bagno, in quanto magari i lavori sono stati fatti abbastanza di recente, i materiali non presentano problemi di usura o funzionamento, e gli aspetti distributivi sono soddisfacenti.

PERCHÉ CAMBIARE?

E allora il problema qual è?
Sostanzialmente si tratta del desiderio di cambiare l’aspetto del nostro bagno, che magari non corrisponde al nostro gusto in quanto pensato da un precedente proprietario, o da noi stessi in una diversa fase della nostra vita (ne abbiamo parlato qui).
È un’esigenza assolutamente normale, condivisibile e comprensibile, e se è possibile rendere questa stanza più consona alle nostre esigenze e ai nostri gusti, è a nostro parere una strada assolutamente da intraprendere.
In sostanza il bagno è, a parte la camera da letto, la prima stanza che usiamo al mattino, e l’ultima della sera… il suo impatto, anche solo percettivo sul nostro umore non è certo trascurabile!

Spero non siamo arrivati a questo punto…

Se un bagno non ci piace, non ci trasmette delle sensazioni positive, non lo sentiamo affine ai nostri desideri, e non è accogliente, il tempo che trascorreremo in esso non sarà completamente di qualità.
Vediamo allora quali sono le possibilità per intervenire sull’aspetto del nostro bagno senza lavori di muratura, impiantistici e, di conseguenza, piuttosto costosi.
Partiamo da un’analisi a larga scala e, concedetemi, non troppo razionale (stiamo parlando di sensazioni, lo abbiamo detto, dal punto di vista funzionale il nostro bagno non ha nulla che non vada).
Che idea abbiamo di un bagno accogliente? È una questione di luce? Atmosfera? Materiali? Colori?
Faccio un esempio.
Quando ho progettato il bagno di casa mia, parliamo ormai di 15 anni fa, l’idea di benessere, nella mia mente, era legata all’acqua, al mare, a una spa.
La scelta è quindi caduta su piastrelle con i colori del mare, che ricordassero una piscina termale, con una grossa vasca “affiorante” da un mare di mosaico nelle sfumature dell’azzurro.

Se dovessi rifarlo ora le mie scelte sarebbero diverse.
Prediligerei i colori naturali, l’uso del legno, rivestimenti tono su tono sempre sulle tinte naturali, qualche dettaglio industriale e spazio per gli oggetti che, oltre ad una funzione specifica adatta a quel tipo di stanza, mi diano la sensazione del prendersi cura di sé.

Materiali naturali, tinte neutre, un tocco di verde

Un luogo più intimo, meno “balneare”, forse meno vivace e divertente, ma magari più accogliente e rilassante.
La mia attuale insoddisfazione verso il mio bagno riguarda quindi per prima cosa l’atmosfera, che vorrei più naturale e accogliente, meno “effetto piscina”.
Lo ribadisco, non credo di aver fatto male a realizzare il bagno così come lo vedo ora.
Erano altri tempi, erano diversi i materiali che andavano di moda, ero diversa io.
Probabilmente tra 15 anni anche il bagno che sogno ora non mi darebbe più soddisfazione, ma si tratta di oggetti, abbiamo la possibilità di modificarli, di giocarci, di renderli perfetti per noi e per il modo in cui possono aiutarci a sentirci in un determinato momento della vita: il presente.
È poi una questione sicuramente di materiali: alla freddezza della ceramica oggi come oggi preferirei qualcosa di più “soft-touch”, come una superficie lappata o addirittura il legno.
E quindi? Mi rassegno a iniziare e finire le mie giornate in un bagno che non è quello che vorrei?
Giammai. E non lo farete neanche voi.
Per fortuna ci sono trucchi e soluzioni per ogni budget!

PUNTO DI PARTENZA: SU COSA LAVORARE?

Iniziamo da un check molto importante: i sanitari sono in buone condizioni?
A meno che non presentino evidenti danni, come crepe o fessure che ne comprometterebbero anche l’igiene, il consiglio è quello di non sostituirli.
Per esperienza, anche se magari i sanitari non sono il modello super design che sognereste, l’attenzione in un bagno non cade praticamente mai su di essi, venendo invece catturata da elementi più “accattivanti” (anche perché è su di essi che noi porremo l’accento).
Vediamo ora l’atmosfera ed i colori.
Sempre per esperienza, il problema maggiore di bagni un po’ datati è la presenza di colori troppo accesi, non più di moda.
Raramente ci si stufa di un bagno bianco, o di colore neutro, e se anche così fosse sarebbe molto semplice ravvivare un ambiente troppo “neutro” con accessori, mensole, ceste, asciugamani ed una nuova tenda per la doccia (e perché no, per la finestra, se c’è).

Su un fondale neutro a volte basta un tocco di colore – www.magnolia.com

LE PARETI: ELIMINARE, COPRIRE O DIPINGERE LE PIASTRELLE

Poniamo quindi che il colore delle piastrelle alle pareti non rispecchi i vostri desideri (e, come abbiamo visto, vi capisco bene).
Quali sono le possibilità?
Si potrebbe demolire il rivestimento e posarne uno nuovo, ma, come abbiamo detto, non stiamo trattando qui il caso di una ristrutturazione (ok, sarebbe manutenzione ordinaria, ma avete capito cosa intendo) invasiva a livello di lavori, sporcizia e polvere, manodopera e, quindi, anche costo.
Dobbiamo quindi nascondere questa piastrelle, e vedere qualcos’altro al loro posto.
Primo dubbio: vogliamo effettuare dei lavori “reversibili”?
Siamo ad esempio in affitto, e vogliamo star bene nella nostra casa per il tempo in cui ci abiteremo, avendo però la possibilità di restituirla al proprietario nelle condizioni in cui l’abbiamo trovata?
Allora qui le soluzioni non sono moltissime…
Si può pensare di creare delle “contropareti” a secco installando dei montanti lungo la parete piastrellata, su cui posare il nuovo rivestimento, che sia pvc o carta da parati montata su una sottile pannellatura, o perché no, legno, per un effetto sicuramente insolito ma molto accogliente.

Questa soluzione è sicuramente impegnativa, e attuabile, anche su piccole porzioni, se non ci sono troppe riseghe o discontinuità nelle pareti.
Ha però in pregio di poter essere smantellata senza lasciare particolari segni sulla parete sottostante, se non il segno di qualche chiodo o piccolo tassello, facilmente ripristinabile con dello stucco (abbiate l’accortezza di inchiodare nelle fughe, o sulla parete in alto al termine della piastrellatura).
Se invece avete deciso che le piastrelle vecchie possono essere sacrificate, allora un rivestimento in pvc può essere direttamente incollato su di esse.
Anche la carta da parati (di quelle specifiche per bagno ed ambienti umidi) può essere una buona soluzione, ma, essendo più sottile, in caso di piastrelle scheggiate o di fughe profonde, sarebbe necessario prima stuccare tutte le discontinuità, in modo che non compaiano come spessore al di sotto della carta.

GLAM FUSION – Glamora

Altra soluzione, e qui so che molti arricceranno il naso, è la vernice per piastrelle.
Può essere di due tipi: smalto o resina.
Lo smalto è sicuramente più semplice da posare, in quanto la resina necessita di una miscela di componenti e di essere data a più riprese. Anche lo smalto ha bisogno di almeno due mani, ma il fondo non ha bisogno di essere preparato, se non una pulizia e sgrassatura colto veloce con soda caustica diluita in acqua.
La verniciatura delle piastrelle ha un aspetto “gommoso” che va valutato sicuramente, ed elimina ovviamente ogni discontinuità di colore data dalle fughe.
Avremo quindi una superficie discontinua come trama (alternanza di piastrelle/fughe), ma dal colore uniforme.

 

Vernice per piastrelle – Leroy Merlin

Personalmente trovo che questo effetto non sia sgradevole, sicuramente un po’ più artificiale.
Un’idea può essere quella di dipingere tutto di bianco, piastrelle e fughe, in modo che la piastrellatura quasi sparisca, affidando poi, come dicevamo sopra, a mensole in legno, accessori, asciugamani e tende l’aspetto finale della stanza.

A breve un post su questo restyling appena realizzato

IL PAVIMENTO

Ed il pavimento?
Anche qui dipende molto dalla “reversibilità” dell’intervento.
Molto spesso, infatti, si può posare un nuovo pavimento su quello preesistente, avendo prima l’accortezza di verificare che le porte abbiano un po’ di gioco per potersi aprire lo stesso, nonostante il maggior spessore della superficie a terra (in alcuni casi, se così non fosse, valutate se sia possibile “spessorare” con una rondella i cardini della porta per sollevarla leggermente, sempre che non si vada a questo punto in conflitto con la cornice al di spora).
I materiali da poter posare su un pavimento, ed eventualmente rimovibili, non sono molti… si può pensare ad un pvc flottante ad incastro, o un pvc adesivo (verificare assolutamente la possibilità di togliere le tracce di adesivo una volta rimosso il pavimento).
Se invece possiamo “tagliarci i ponti alle spalle” si apre la possibilità del gres porcellanato di spessore ridottissimo (tipo Kerlite), con finiture molto varie, ed effetti quali legno, marmo, pietra, cemento. Certamente la resa di un gres è molto diversa da quella di un pvc, ma anche il prezzo e la possibilità di posarlo senza uno specialista (dovete essere davvero bravi, o è meglio evitare, anche perché il costo del materiale è piuttosto alto, ed i tagli da fare non sono assolutamente uno scherzo).

KERLITE EASY – Cotto d’Este

Come abbiamo visto quindi, nulla è impossibile.
Un bagno può letteralmente cambiare faccia con accorgimenti anche semplicissimi (cambio del materiale di mensole e armadietti, inserimento di nuovi tessili ed accessori dallo stile più consono al proprio gusto), oppure un po’ più impegnativi (copertura di pavimento e rivestimenti con conseguente cambio totale di aspetto della stanza).
Serve come sempre passione, una buona dose di manualità, tempo e spirito di avventura, ben sapendo che si tratta solo di oggetti, che quasi nulla è irreparabile, e che, alla fine, salutare il giorno passato o dare il benvenuto a quello nuovo in una stanza che ci accoglie proprio come l’avevamo sognata, vale ogni tentativo.

Curioso di sapere se ho risolto la mia insoddisfazione per il bagno/piscina? A breve un articolo proprio su questo!
E se hai bisogno di consigli per cambiare il tuo bagno, sia di tipo ideativo che pratico, non esitare, e contattaci per una consulenza!

 

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